Pietralata, Pizzeria di Quartiere – Roma

Pietralata Pizzeria di Quartiere, già nel nome ha la voglia di affermarsi come un punto di riferimento della zona. Parola d’ordine materie prime e piacevoli grandissimi spazi.

Primo pranzo fuori dopo il Lock Down. Roma. Mi sono affidata al caro vecchio amico google, che attraverso i suoi magici algoritmi, leggermente tendenti alle pizzerie per quanto mi riguarda, mi ha segnalato questa pizzeria in via di Pietralata, zona quasi Montesacro, proprio difronte al famoso locale il Lanificio.
Inutile dire quindi che se prevedete una serata danzante e cercate un posto carino dove cenare prima o bere una birra nel mentre, attraversando la strada trovate questa deliziosa pizzeria, molto grande e spaziosa (distanziamento sociale rispettato molto bene e in maniera accorta). Invitante il posto, complice la grande terrazza all’aperto.

Immagino che d’estate in una situazione normale sia veramente piacevole stare su questa piattaforma arricchita da mobili creati con materiali di recupero molto divertenti.
Spendo due parole per la precisa e seria organizzazione nel posizionare i tavoli in questo frangente pandemico, nella disponibilità dei dispenser di gel igienici e (grazie) camerieri che indossano mascherine ffp2 in maniera corretta.. ancora purtroppo so vedono troppo spesso mascherine abbassate o improvvisate (cioè senza presidio medico chirurgico). Da parte degli addetti ai lavori una mascherina che viene da un reparto sanitario è decisamente fondamentale (ad esempio in Umbria le ffp2 sono obbligatorie per negozi e ristoranti).
In sintesi: in questo momento a pizzeria Pietralata potete essere veramente al sicuro. Complimenti per la serietà.

Il locale è molto urban direi, ma anche molto italiano. Bellissime le luminarie stile “festa del santo” in sud Italia installate sul soffitto, veramente una chicca. Mi sono piaciute un sacco.
Il resto del locale è arredato con materiale di recupero. Anche le piastrelle sembrano recuperate, in generale lo stabile sembra un capanno industriale riconvertito a ristorante. Se ne vedono molti in giro, ma risultano spesso materiali e luoghi finti o forzati. Devo dire che questo locale è riconcepito veramente bene.

Abbiamo mangiato Pizza ovviamente, ma prima parliamo dell’antipasto. Fritti croccanti con tempi d’attesa brevi, patatine condite con paprika affumicata e miele (una nuova variante che mi ha colpito in maniera positiva, ottima per chi ama i gusti in contrasto). Tra le scelte c’era anche la bruschetta al pomodoro a cui vorrei dedicare una riflessione. La bruschetta spesso viene servita in un antipasto misto, o comunemente detto all’italiana e spesso si mette perché al ristoratore costa tipo 0,001 cent. Mi piacciono i posti che hanno il coraggio di renderla seria, come in questo caso. La bruschetta al pomodoro ha la stessa dignità di un supplì ad esempio, e perché no ? anche un prezzo simile. Se io uso un certo tipo di pane, un certo tipo di pomodoro fresco e soprattutto… un certo tipo di olio (!!!), in Italia la bruschetta al pomodoro è un vero e proprio piatto unico. Qui si può.

Le pizze sono godibili, in stile più pinsa che pizza, con un buonissimo grado di digeribilità. Farine di qualità e si sentiva al gusto e alla croccantezza (cambierei solo i taglieri di servizio e preferirei un piatto). I prodotti di condimento come: la provola affumicata, ancora l’olio e la mozzarella, il basilico sono freschi e di buona qualità. Il rispetto delle materie prime si sente in questo “laboratorio” dove la cucina non è solo a vista, ma è al centro della sala. Non ci sono segreti nella Pizzeria di Quartiere, tutto è nudo e crudo, mi viene da dire neorealista se volessimo fare una metafora cinematografica.

Sincerità alla base.